Nel settore vinicolo, la lavorazione si svolge in ambienti specifici come le cantine, caratterizzati da condizioni di microclima spesso caldo-umido e da spazi confinati, con rischi particolari come la presenza di gas asfissianti come anidride carbonica prodotta durante la fermentazione, anidride solforosa e altri gas inerti (azoto, argon) usati nei processi produttivi. Questi ambienti richiedono un’attenta ventilazione naturale o meccanica e il monitoraggio costante dei livelli di ossigeno per prevenire asfissie e intossicazioni.
Le superfici delle cantine, incluse le aree di pigiatura, svinatura e imbottigliamento, possono diventare scivolose a causa della presenza di liquidi come mosto, vino e residui organici. Le fasi di lavaggio e sanificazione, che prevedono l’uso di detergenti e prodotti chimici (come soda caustica, acido peracetico), incrementano il rischio di scivolosità e di aggressione chimica sulle superfici. È pertanto fondamentale disporre di pavimenti antiscivolo e sistemi di drenaggio efficaci, capaci di garantire il rapido deflusso dei liquidi di lavorazione e lavaggio. L’uso di calzature antiscivolo è obbligatorio per tutelare la sicurezza degli operatori.
Oltre ai rischi legati ai pavimenti, è importante considerare gli altri pericoli tipici delle cantine vinicole: il rischio di contatto con organi lavoratori non adeguatamente protetti, i rischi legati alla movimentazione manuale dei carichi (come sacchi e bottiglie), l’esposizione a rumori elevati nelle linee di imbottigliamento, e la necessità di formazione continua per l’uso corretto di dispositivi di protezione individuale (DPI) e per la gestione degli spazi confinati.
Infine, le procedure di manutenzione di macchinari come presse, autoclavi, fermentini e serbatoi, devono prevedere misure rigorose di sicurezza, con segnali di pericolo, limitazione degli accessi e operazioni svolte da personale preparato e dotato di DPI specifici per evitare esposizioni a gas pericolosi e incidenti in ambienti confinati.